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La pratica dei Khion consiste nell’eseguire singolarmente o in combinazione le varie tecniche che compongono il metodo del Karate Tradizionale ripetendole più volte al fine d’impadronirsi del gesto atletico a tal punto da renderlo automatico in caso di un combattimento sportivo o reale. Aumentando gradualmente la velocità d’esecuzione, ogni singolo colpo viene analizzato ed assimilato nella sua espressione ideale, lo studio della dinamica di ogni tecnica cerca di eliminare tutti i movimenti superflui per raggiungere nel minor tempo possibile la massima efficacia con il minor dispendio di energie. Questo tipo di esercizio mira, attraverso l’aumento della capacità di coordinazione, a sviluppare in egual misura sia la parte destra del corpo che quella sinistra. L’apprendimento sistematico e graduale dei principi base delle tecniche, applicate nella giusta dimensione spazio-tempo, consente di utilizzare al meglio la respirazione e l’energia a favore dell’efficacia. L'esecuzione dei kihon può risultare spesso noiosa al neofita, soprattutto se vine proposta troppo spesso e ripetutamente ai bambini, che si trova a dover eseguire per molte volte una tecnica, non sapendo che è solo attraverso i kihon che le tecniche trovano tutta la loro efficacia, che poi potrà essere dimostrata in combattimento, o per molti kihon, anche nella vita reale come tecniche di difesa personale. I kihon poi, preparano il fisico allo sforzo finale, infatti l'esecuzione di determinate posizioni fortifica enormemente le caviglie e le gambe, mentre il resto del corpo è potenziato dalla permanenza dei musculi in tensione per diversi secondi; questo però a patto che l'allenamento ai kihon sia eseguito in maniera corretta e per un periodo non troppo lungo di permanenza in massima tensione.
Succede però che il kihon è reso noioso dallo stesso maestro, che magari per pigrizia o per la poca capacità nell'insegnamento, non spiega all'allievo qual'è il vero senso della tecnica, e quale sarebbe il suo utilizzo in un contesto reale, e ciò porta spesso, all'abbandono dell'arte marziale più spesso dagli adulti che la trovano troppo lenta, che dai bambini. Un buon allenamento dei kihon, cominciando già dalla cinture bianche, è quello di eseguire le tecniche imparate prima in un combattimento prestabilito, in questo modo si può capire cosa si stà facendo veramente; questo a patto però di non far star sempre fermo uke (colui che attacca), come se fosse un manichino, ciò è decisamente deleterio se fatto ripetutamente, poichè causa false convinzioni e dei riflessi inpulsivi errati durante uno scontro reale. La pratica dei kihon è fondamentale per progredire tecnicamente di livello, ed anche i kihon più semplici devono essere ripetuti in continuazione per acquisire sempre più tecnica. Una buona pratica dei kihon dovrebbe alternare tra le varie combinazioni calci e pugni, per non stancare troppo gli arti inferiori o quelli superiori e permettere loro di proseguire con il resto della lezione, considerato che i kihon generalmente sono eseguiti all'inizio della lezione.
Queste tecniche tuttavia vanno applicate in coppia, possibilimente alla fine di ogni allenamento dei kihon in modo da far comprendere ed abituare gli allievi ad applicare realmente ciò che impararano, non scontrandosi sempre e solo con un avversario immaginario. In questo modo vengono potenziati i riflessi, il tempismo, la precisione e la velocità di esecuzione, poichè dovendo eseguire le tecniche contro un avversario che si muove, contrattacca e non aspetta la tecnica successiva prima di contrattaccare, il lavoro globale svolto da tutto il corpo aumenta notevolmente. L'applicazione di un kihon dovrebbe cominciare d'apprima con un lavoro a tempo predefinito, e dopo qualche esecuzione aumentare sempre più velocità e potenza fin0 a farlo eseguire liberamente.
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