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Non si può parlare di karate senza per forza fare riferimento a quello che oggi è lo stile più praticato al mondo: il Kyokushinkai.
Fondato dal maestro Oyama a partire dagli anni '50, il kyokushin è uno stile che ogni anno attrae sempre più praticanti, anche proveniente da stili molto diversi. Il kyokushin deriva dall'insieme di due grandi stili, lo Shotokan, ed il Goku-ryu, questo perchè il maestro Oyama nel corso della sua carriera di marzialista, ha potuto praticare sotto la guida diretta del maestro Funakoshi e di So Nei-Chu, un maestro di Okinawa praticante di Goju-ryu.
Per questo nel Kyokushin troviamo i primi kata molto simili a quelli dello Shotokan, mentre i kata superiori sono a loro volta simili a quelli del Goju-ryu. Le caratteristiche che però rendono il Kyokushin veramente differente rispetto agli altri stili, sono però il tipo di allenamento e soprattutto il kumite. Lo scopo di Oyama era quello di creare un tipo di karate che potesse far tornare l'arte marziale ai fasti di un tempo, cioè con allenamenti molto duri, esami rigorosi e severi, ed un kumite a pieno contatto; tutto questo per contrastare i tipi di karate sportivo che all'epoca si stavano espandendo sempre più, e per far tornare finalmente il karateka medio una persona temibile in combattimento, a differenza della moltitudine di atleti che affollavano (e affollano ancora di più tutt'oggi), le palestre con gradi vinti o a volte persino acquistati. Gli allenamenti del kyokushin sono cosi caratterizzati da un ritorno all'allenamento principalmente della forza fisica e della velocità combattiva, con prolungate sessioni al sacco o con l'utilizzo di particolari protezioni. Questo tipo di allenamento vuole ripercorrere gli antichi allenamenti dei primi maestri di karate che risultavano con un ottimo fisico anche da anziani, a differenza della maggior parte dei "campioni" che incontrava Oyama, che erano magri e senza un minimo di forza fisica.
Il Kyokushin si presenta cosi come uno stile molto duro, forse non proprio adatto a tutti, a causa delle sua particolarità che lo hanno reso celebre e spettacolare, il kumite a contatto pieno. Questo tipo di kumite è molto simile a quello di tutti gli altri stili di karate, se non fosse che quì non si usano protezioni di nessun tipo (si possono utilizzare dei guantini che lasciano libere le dita, e proprio per questo poco protettivi), neppure sulle tibie; questo tipo di esposizione però ha portato a vietare l'utilizzo dei pugni diretti al viso, proprio a causa della loro pericolosità, anche se sono permessi ancora i calci, che possono anche causare traumi più forti rispetto ad un pugno, però salvaguardiano maggior mente l'integrità "visiva" dei contendenti. In passato Oyama permetteva ai suoi di colpire anche al viso con i pugni, però faceva indossare obbligatoriamente dei guantoni un pò più piccoli di quelli della boxe.
I combattimenti di kyokushin risultano cosi essere molto spettacolari e vicini alla realtà, anche se negli ultimi anni si è potuto assistere ad un impoverimento della "tatticità" nei combattimenti; a differenza di quanto ancora oggi si può vedere nei video del maestro Oyama, in cui lui stesso eseguiva durante un kumite molteplici spostamenti tentando sempre di arrivare al fianco dell'avversario, oggigiorno la maggior parte dei combattimenti vedono i due karateki scontrarsi frontalmente senza un minimo di tatticità. Qeusto ha anche portato ad una involontaria modifica ai calci circolari, i mawashi geri; in tutti gli stili, cosi come nei kihon del kyokushin, il calcio circolare viene caricato frontalmente per poi abbattersi sul viso dell'avversario direttamente. Questo risulta essere molto scomodo ai neofiti, che non riescono a caricare frontalmente il calcio, perdendo cosi la maggior parte della forza solo nel tentare di distendere la gamba; il movimento corretto però dopo che si ha raggiunto una buona dose di forza, risulta essere devastante. Il calcio circolare tuttavia all'inizio risulta essere molto più potente se caricato lateralmente (la prova la si può effettuare contro un sacco da boxe), e i karateki del kyokushin hanno preso questa tecnica un pò come il loro marchio di fabbrica; essendo i combattimenti molto ravvicinati, il calcio caricato lateramente risulta essere molto più efficace, e se la potenza risultava già quando si caricava frontalmente piuttosto devastante, caricando laterlamente lo è ancora di più! Tuttavia il calcio caricato lateralmente è molto più lento, e può essere intercettato più facilmente se la distanza tra i due è aumentato troppo. Il Kyokushin si presenta come uno stile in cui anche i colori delle cinture sono stati cambiati, infatti qui troviamo la seguente classificazione delle cinture: bianca, arancio, blu, gialla, verde, marrone, nera (sempai, sensei, shihan, Hanshi). Le cinture nere devono obbligatoriamente portare sulla cinture il numero del loro dan, mostrato da una serie di striscette dorate. Questa pratica da molti maestri di altri stili è considerata come una cosa piuttosto da esibizionisti, proprio a causa dello "sbandierare" a tutti il proprio grado cosi apertamente.
Il Kyokushin è ritenuto tutt'ora uno degli stili più efficaci al mondo tra tutte le arti marziali, anche se è presente una grossa parte sportiva, gli allenamenti ed il kumite lo rendono comunque sempre molto realistico, a differenza del lato sportivo del karate "normale" che sfortunatamente in Italia è forse più accentuato che negli altri paesi, in cui il lato tradizionale del karate a puro scopo difensivo è lasciato molto in disparte. Proprio per questo se si desidera avvicinarsi al mondo del karate tradizionale ma non si vuole o non si può selezionare le palestre che praticano karate tradizionale e non karate sportivo, con il kyokushin si và sul sicuro, anche se bisogna tenere in considerazione sia il tipo di allenamento, sia il kumite libero che non può essere evitato. Un'altra piccola particolarità del kyokushin è il karategi, cioè l'abito, che a differenza di tutti gli altri stili di karate presenta delle maniche molto più corte e lo stemma con l'ideogramma giapponese dello stile sul lato sinistro del karategi; quest'ultimo è presente su quasi tutti i karategi dei praticanti di alto grado, anche questo forse a simboleggiare che il loro non è il "classico karate".
STILI DERIVATI
Il Kyokushin negli ultimi anni ha dato origine a moltissimi altri stili che lo hanno preso come fonte di ispirazione (Seidokaikan Ashihara, ecc...), e tra i più celebri troviamo il Daido juku, uno stile che unisce il karate al judo, modificandone poi alcune tecniche di pugno che ora sono simili a quelle della boxe inglese. Il M° Azuma, fondatore del Kudo Daido-Juku nel 1981, è alla ricerca dell'efficacia. La disciplina da lui creata è l'immagine stessa di questo combattente completo, che ha sostenuto più di 100 incontri. Combattimento sulla distanza di calcio-pugno, corpo a corpo, proiezioni e lotta al suolo si combinano in una disciplina in continua evoluzione. Il percorso marziale di Azuma Takashi disegna la forma del Kudo Daido-Juku. Nel 1970, all'età di 21 anni, incomincia a praticare lo Judo, e, un anno più tardi, il Karate Kyokushinkai sotto la guida di Masutatsu Oyama, il fondatore. Queste due discipline, complementari l'una all'altra, mettono in luce, allo stesso tempo, le lacune di ciascuna nel combattimento reale. Per questo motivo accanto alle tecniche per colpire con i pugni, i gomiti, i piedi e le ginocchia si aggiungono le tecniche per colpire con…la testa! Il Daido juku ha riscosso molto successo in Giappone ed in Russia, ed in italia purtroppo al momento esiste solo una palestra ufficiale. Lo stile è duro quanto il kyokyshin, ma qui il viso può essere colpito anche con i pugni (i combattenti indossano dei guantini molto piccolo per proteggere le nocche ma che permettono la presa), però a differenza del kyokushin gli atleti portano un particolare casco integrale che ne protegge il viso dai colpi. Nel Daido juku sono permesse anche le ginocchiate al viso, nonchè la lotta a terra, che però è limitata ad un massimo di due ribaltamenti per incontro, e ad un massimo di 30 secondi per tempo; questo a detta del suo creatore, perchè sarebbe il tempo massimo in cui in uno scontro reale si potrebbe "operare", oltre questo tempo o ci si riuscirebbe a salvare, oppure si verrebbe messi KO o peggio ancora uccisi. Nello stile al momento non esistono dei kata, però anche se prima venivano totalmente ripudiati, ora sembra che la loro importanza sia stata riscoperta, e sembra si stia parlando di reinserne alcuni ben specifici, dato che ora come ora, sono presenti solo kihon e kumite.
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